Europa, auto sempre più numerose e più vecchie. E l’elettrico è un peso piuma


Data inizio: 15-01-2026 - Data Fine: 15-03-2026


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Negli ultimi mesi, l'industria dell'auto europea ha accusato le istituzioni di Bruxelles di pensare troppo al futuro del settore e poco al presente, ossia all'attuale situazione di un parco circolante sempre più ampio e vecchio. I numeri, forniti dall'Acea, dimostrano quanto i costruttori abbiano ragione nel sostenere le loro tesi.

Sulle strade dell'Unione europea circolano sempre più mezzi e con un'anzianità crescente, mentre l'elettrico, che negli auspici della politica comunitaria dovrebbe fornire un contributo decisivo nel ridurre l'impatto dei trasporti sulle emissioni di gas serra, rimane letteralmente un peso piuma: poco più del 2% delle auto circolanti è a batteria. 

Numeri impietosi

In sostanza, l'intero blocco comunitario è afflitto dallo stesso problema che affligge il nostro Paese: un circolante sempre più ampio e anziano. In particolare, l'ultimo rapporto dell'Acea mostra come nel 2024 il parco comunitario sia arrivato a 255.999.373 auto, l'1,4% in più rispetto al 2023 (252.380.332). L'età media, invece, è salita da 12,5 anni a 12,7 anni, ma ci sono Paesi dove l'anzianità è più vicina ai 20 che ai 10 anni: è il caso di Estonia (17,5), Grecia (17,8), Cechia (16,5) e Malta (16,1).

Non mancano le eccezioni positive, come gli 11,8 anni della Lituania o gli 8,2 del Lussemburgo, ma quasi tutti i Paesi (21 su 26; i dati della Bulgaria non sono disponibili), a partire da quelli più grandi e con il parco più consistente, superano i 10 anni: 11,5 per la Francia, 10,6 per la Germania, 13 per l'Italia e 14,5 per la Spagna.

Il peso piuma delle elettriche

La suddivisione per alimentazioni fornisce poi un altro elemento che contrasta chiaramente con gli obiettivi di Bruxelles e dimostra quanto la realtà sia molto lontana dai sogni della Commissione europea. Le elettriche a batteria rappresentano solo il 2,3% del totale, a fronte dell'1,8% del 2023. Le ibride plug-in, invece, scendono dal 2,1% all'1,4% (il 2025, però, ha dato prova di un loro rilancio in grande stile). Il grosso del parco circolante rimane comunque “tradizionale”: benzina e diesel rappresentano ancora l'87,6% di tutte le auto in circolazione, contro l'89,5% dell'anno prima.




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