La rivoluzione è alle porte. Il cavallo si libera da un giogo millenario e nasce un oggetto capace di spostarsi da sé: l'automobile. La pietra miliare viene posata 140 anni fa, quando Karl Benz deposita all'Ufficio Imperiale dei Brevetti di Berlino il brevetto per la prima auto a motore a scoppio della storia. La Patent Motorwagen prende forma dal 1885 attorno a un motore monocilindrico a quattro tempi di 954 cc e una potenza pari a tre quarti di cavallo vapore. Così equipaggiato, il triciclo di Benz raggiungeva i 16 km/h.
27 novembre 1906: a Torino, per volontà di Vincenzo Lancia e del socio Claudio Fogolin, entrambi provenienti dall'esperienza in Fiat, nasce la casa automobilistica Lancia. Vincenzo, pilota affermato, aveva già collezionato diversi successi sportivi prima di dare il proprio nome a una nuova Casa automobilistica. Nel 1908 arriva la prima creatura del brand, la Lancia 12 HP, con telaio ribassato e leggero, trasmissione a cardano in luogo delle tradizionali catene e soluzioni tecniche che ne decretano il successo: ne furono prodotti oltre 100 esemplari, non pochi per quei tempi. Sempre nel 1906, fu fondata un'altra casa automobilistica dalla lunga tradizione: la Rolls-Royce.
Per un gran numero di famiglie italiane, è stata la prima automobile a entrare in garage. È pronta a soffiare su 90 candeline la Fiat 500 “Topolino”, nata tra i due conflitti mondiali per avviare la motorizzazione del Paese. Le dimensioni contenute e la vaga somiglianza con il personaggio di Walt Disney le valsero il soprannome di “Topolino”, che identificherà le tre serie prodotte dal 1936 fino al 1955. Progettata da Dante Giacosa e il suo team, seguiva una ricetta economica con motore anteriore da 13 CV e trazione posteriore. La cilindrata, di 569 cc, ha determinato il nome ufficiale Fiat 500.
Nel febbraio 1956 esce il primo numero di Quattroruote, frutto di una geniale intuizione di Gianni Mazzocchi. La mobilità di massa è agli esordi e l'Italia alle porte del boom economico viene raccontata nelle pagine del mensile: le prime auto degli italiani, i problemi e gli interrogativi di allora, quando la benzina costava 128 lire al litro e c'erano solo 485 km di autostrade. In copertina c'era l'Alfa Romeo Giulietta.
All'anagrafe Alfa Romeo Spider, per tutti "Duetto", debutta al Salone di Ginevra del 1966 per poi divenire un'icona delle spider all'italiana. Ultima opera coordinata personalmente da Giovanni Battista “Pinin” Farina, quest'Alfa ha forme affusolate e arrotondate, con baule spiovente come il cofano, tratti da cui deriva l'appellativo di “osso di seppia”. La carrozzeria bassa e filante con frontale e coda arrotondati ha i paraurti in due parti per enfatizzare il tipico scudo Alfa al centro. La spider nasce con la meccanica della Giulia Sprint GT, ma con un passo accorciato. Nel cofano un motore bialbero anteriore longitudinale di 1.570 cc, con due carburatori e 109 cavalli, abbinato a un cambio a cinque marce.
Ferruccio Lamborghini non si accontentava della 350 GT. Voleva una vettura ancora più sconvolgente e iconica. Così, nel 1966 debutta al Salone di Ginevra la Miura, il cui stile immortale è firmato da Marcello Gandini per Nuccio Bertone, mentre giovani e abili ingegneri come Giampaolo Dallara e Paolo Stanzani dirigono il progetto tecnico. Al centro, il mitico V12 da 4 litri progettato da Giotto Bizzarrini.
Versione sportiva della Lancia Delta, ha una storia breve (1986-1988) ma intensa, con pochi esemplari prodotti entrati nei sogni di tanti appassionati di rally. Questo modello rappresenta la base della Gruppo A che ha corso i mondiali del 1987 e 1988, vincendo il primo (sia il titolo piloti, sia quello costruttori). Viene poi sostituita da una vera e propria icona del genere: la Delta HF Integrale.
AAnnata buona, il 1996, per chi ama le sportive. È quello in cui la Lotus lancia sul mercato la Elise, presentata al Salone di Francoforte l'anno prima: motore centrale, trazione posteriore e peso piuma, malgrado una potenza di soli 120 CV. Ma anche l'anno della Mercedes SLK (Sportlich, Leicht, Kompakt), roadster con tetto ripiegabile in metallo derivata dalla Classe C. Nel 1996 debutta anche la Porsche “accessibile”, la prima Boxster (serie 986), con motore a cilindri contrapposti (sei) da 2.5 litri e 204 CV.
La Casa dei quattro anelli arriva là dove non aveva mai osato, presentando una supersportiva a motore centrale. Audi, insomma, entra nel settore delle varie Ferrari, Porsche e Lamborghini, anche grazie all'acquisizione di quest'ultima, avvenuta nel 1998: la base tecnica della R8, infatti, è condivisa con la Gallardo. In nome di una sinergia tra Ingolstadt e l'Emilia che si è protratta nelle generazioni successive.
Nel 2016, la Tesla presenta la Model 3, entrata poi in produzione nell'anno successivo. Pur non essendo la prima elettrica di Elon Musk, va considerata un modello cruciale: il primo con il quale la Tesla ha macinato grandi volumi. Nel 2021, la Model 3 è diventata la prima auto elettrica a superare il milione di consegne nel mondo.