Doveva essere un pomeriggio bagnato, invece dopo due gocce è spuntato il sole e a Zandvoort si è accelerato il programma per non farsi sorprendere dal meteo. Nelle prove libere del GP d'Olanda la costante resta una: Lando Norris. L'inglese della McLaren ha messo tutti in fila con 1'09”890 su soft, a tre decimi scarsi dalla pole del 2024, in un turno condizionato da vento e scarso grip. Alle sue spalle, e non è una formalità, si è infilato Fernando Alonso. Lo spagnolo dell'Aston Martin si è piazzato a soli 87 millesimi dalla McLaren, davanti di un'inezia a Oscar Piastri (+0”089).
Sessione stop & go. Capitolo incidenti: due bandiere rosse. La prima l'ha provocata Lance Stroll, finito pesantemente contro il muro esterno della T3 sopraelevata. Il canadese, alto sulla traiettoria del banking e nell'aria sporca delle due Ferrari in fase di lancio, è uscito largo ben prima della linea ideale, probabilmente dopo aver toccato un cordolo in ingresso: ala anteriore e posteriore demolite, sospensioni e fondo KO, lato destro della AMR25 martoriato e il sospetto di danni al telaio. Lance sta bene, ma chiude diciottesimo questa sessione. Pochi minuti di Virtual Safety Car, invece, causati dalla Racing Bulls di Isack Hadjar ammutolita alla curva 8, al suo primo run su hard: sessione persa e ultimo posto senza crono. La seconda rossa della sessione è di Alex Albon: lungo e bloccaggio in T1, tocco frontale a bassa velocità e Williams bloccata sulla ghiaia.
Cosa abbiamo visto. Sul fronte performance, oltre a una McLaren in gran forma, abbiamo visto una Mercedes in crescita: George Russell è quarto a tre decimi, segnale che a Brackley hanno centrato una finestra di assetto più pulita per Zandvoort. Dietro di lui Max Verstappen solo quinto: sei decimi pieni sul giro secco sono una tassa pesante davanti al pubblico di casa, anche se il campione olandese resta un cliente scomodo quando si fa sul serio. Yuki Tsunoda risale fino al settimo posto, un passo avanti rispetto al primo turno complicato. In mezzo c'è il tema Ferrari: Lewis Hamilton è sesto con la SF-25, mentre Charles Leclerc chiude ottavo, staccato di un decimino dal compagno. Otto decimi pagati alle McLaren raccontano di una Rossa nervosa e poco a suo agio tra le pieghe olandesi: il long run del pomeriggio non ha entusiasmato e Lewis ha anche rimediato un secondo testacoda, dopo quello delle Libere 1, andando a cercare una prestazione che non c'è stata. Certo, ha evitato il muro, ma il messaggio è chiaro: per Maranello sarà sabato di gestione, non di assalto, almeno stando a quello che abbiamo visto oggi. Il bilancio, per ora: McLaren in controllo sul giro secco, Aston Martin vivace con Alonso, Mercedes in progress, Red Bull in cerca di stabilità e Ferrari da rimettere in carreggiata nella notte, con il vento che continua a scompaginare i riferimenti. Domani PL3 dirà quanto c'è di strutturale e quanto di contingente. Per adesso la fotografia è nitida: per la pole, Zandvoort guarda ancora papaya.
Caso limite in corsia box. Nel finale della sessione, Oscar Piastri è rientrato davanti a George Russell puntando il box McLaren… che in realtà attendeva Norris. L'australiano si è quindi spostato nuovamente nella fast-lane per rientrare qualche metro più tardi, ma dietro di lui arrivava l'inglese della Mercedes. Episodio sotto investigazione: il leader del mondiale rischia una penalità in griglia.
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