Termoli, Pomigliano, Mirafiori: si sta davvero fermando tutto?


Data inizio: 28-08-2025 - Data Fine: 28-10-2025


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La presunta notizia impazza nei siti e nei social: la fabbrica Stellantis di Termoli si ferma all'improvviso per un anno. Analogamente, si parla pure di Pomigliano e Mirafiori. In realtà, assodata la grave crisi che sta attraversando l'auto europea, le cose stanno diversamente. 

Piano concordato. Da tempo, Stellantis aveva messo il governo al corrente delle misure previste per i tre stabilimenti. Inoltre nessun sito si blocca: l'attività prosegue. Non è neppure vero che la cassa integrazione dovrà essere rinnovata di mese in mese. Si tratta di lunghi contratti di solidarietà firmati e prorogati (allungati, non è un inizio, è una prosecuzione) da sindacati e azienda a Termoli, Pomigliano e Mirafiori: un ammortizzatore sociale che prevede, per le ore non lavorate, l'intervento della cassa integrazione con copertura parziale dello stipendio. È una misura difensiva temporanea, un sistema flessibile che consente di adattare il numero di lavoratori al contesto: maggiore la domanda e la produzione necessarie, superiore il numero di addetti operativi. E viceversa. Sotto il profilo burocratico, si tratta di una scelta più agevole rispetto alla cassa integrazione con rinnovo mensile. L'auspicio è che la richiesta di vetture risalga anche grazie all'arrivo di nuovi modelli.

Termoli. Del sito molisano abbiamo già detto il 26 agosto: contratto di solidarietà prolungato per 1.823 dipendenti dal 1° settembre 2025 al 31 agosto 2026. Per 12 mesi, lo stabilimento potrà lavorare a orario ridotto sui motori a benzina, se necessario tagliando fino all'80% il monte ore complessivo. Si attende la produzione del cambio per le ibride mentre l'idea della Gigafactory è messa in standby, considerando anche l'insoddisfacente quota mercato delle Bev in Italia (5%) e in Europa (15%). I sindacati chiedono un incontro urgente con i vertici aziendali e col governo.

Pomigliano. A Napoli, dove escono Fiat Panda e Alfa Romeo Tonale, c'è il pre-accordo fra azienda e sindacati su una proroga del contratto di solidarietà dall'8 settembre 2025 al 7 settembre 2026, da formalizzare. Su un personale di 3.750 addetti, quelli di volta in volta coinvolti arriveranno a 2.813 (il 75%). Anche in questo caso, le sigle auspicano chiarezza, con una misura temporanea che lasci spazio a un piano industriale di sviluppo. Le sigle hanno ottenuto la sottoscrizione di un verbale congiunto con la direzione aziendale per richiedere un incontro con la Regione Campania e per ottenere un sostegno al reddito. “Non accetteremo che la solidarietà si trasformi in alibi per ritardare decisioni strategiche o per scaricare sulle spalle dei lavoratori l'incertezza del futuro”, ha detto Aniello Guarino, segretario provinciale della Fim. “Servono garanzie occupazionali concrete, prospettive di crescita reale e un impegno formale da parte dell'azienda a valorizzare le professionalità presenti, evitando logiche di ridimensionamento o precarizzazione”.

Mirafiori. A Torino, è prevista la solidarietà dall'1 settembre 2025 al 31 gennaio 2026, accompagnando la salita produttiva della Fiat 500 ibrida in linea dall'autunno: il provvedimento riguarda i lavoratori delle Carrozzerie, delle Presse, della Costruzione Stampi e dell'ex Pcma.

E in Serbia? Polemiche web anche sul sito di Kragujevac, dove si fa la Fiat Grande Panda elettrica: qui, Stellantis prevede contratti sulla base di accordi col governo locale. Vista l'assenza di sufficiente manodopera locale, l'azienda ha assunto 100 addetti provenienti dal Marocco. Trattative con altri operai che potrebbero arrivare da Nepal e India, ossia da Paesi in cui la produzione automotive è attiva da anni.




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